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Meglio tacere e dar l'impressione d'esser sciocchi che parlare e....

5 Maggio 2014
di Gianbattista Tagliani @gian2910

Ancora una volta non mi posso esimere dal fare i complimenti all'edizione Italiana di quel portale di news (che volutamente non cito), che per titolo ha il cognome di una signora americana battezzata come Arianna. La frenetica rincorsa di pettegolezzi, notizie "filtrate" (e non di rado campate in aria) e scandaletti ancora una volta ha indotto, così, il direttore responsabile della testata a titolare la notizia del giorno: "I laziali mi pagano l'albergo".
A dirlo è la madre dell'uomo ferito gravemente da un colpo d'arma da fuoco, nel corso dei violenti tafferugli che hanno preceduto la finale di Coppa Italia 2014 Fiorentina-Napoli. Per quanto la ricostruzione dei fatti abbia escluso la "matrice ultrà" degli incidenti pre partita, l'irresistibile propensione all'irresponsabile pettegolezzo, del direttore Lucia A. ha prodotto il titolo sensazionalistico citato poco fa. 
E' un fatto grave, irresponsabile e scorretto. 
E non è il primo.
Questo titolone suona come un richiamo alle faide tra quelle bestie chiamate Ultrà. Bestie, stando alle dichiarazioni delle autorità e dei testimoni oculari, estranee ai fatti. 
A che pro fomentare ulteriormente gli energumeni che si son resi protagonisti di infiniti atti di violenza come quelli accaduti prima della finale? 
Si sa ancora poco o niente dei fatti, tanto che destinatari di un provvedimento di arresto sono sia il presunto colpevole che la presunta vittima. 
Eppure si pubblicano comunque notizie da un lato assolutamente irrilevanti (mi domando a chi interessasse chi paghi l'hotel della signora e in che modo possa essere una "notizia") e dall'altro estremamente pericolose. 
Il campionato non è ancora finito. Mancano ancora due giornate. Esacerbare gli animi delle tifoserie, fomentandone ancora di più, se possibile, le varie contrapposizioni è scandaloso. 
La stampa non può agire da agit prop, impunito ed irresponsabile. A meno che non si tratti di giornaletti da stadio...

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Palazzo Chigi è incappato in quest'inattesa grana in ragione di un provvedimento promulgato del governo presieduto da Romano Prodi nel 1998.
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