Traditional media Vs Social media: "Tradisocial" media?


di Gianbattista Tagliani

Il parlamento italiano è stato profondamente rinnovato grazie ai social network. Le principali trasmissioni di approfondimento o di attualità hanno sostituito le headlines di giornata nel sottopancia scorrevole nella parte bassa dello schermo con l’aggiornamento in tempo reale dei tweet o dei post di facebook. Le testate in edicola riservano spazi o rubriche intere alle news dal mondo social.
Ma di che notizie si tratta? Come vengono recepite? E che uso se ne può fare e se ne fa?
Ho rivolto queste domande a quattro persone in carne ed ossa, ciascuna, autorevole espressione dei diversi pianeti del sistema informativo italiano.
Laura Riccetti, volto e voce nota quanto apprezzata del Tg5, Giorgio Zanchini direttore e conduttore di Tutta la città ne parla, di Radio3, Marco Barbieri responsabile della comunicazione INPS e Victor Simpson, direttore della redazione romana di Associated Press.


Il mondo social è “fonte” o piuttosto un aggregatore di feedback?


(Laura Riccetti): E’ doveroso che premetta che non ho un account Twitter ne un Iphone. Ciò non toglie che riconosca il valore del flusso informativo web, tanto da essermi resa conto di come sia già diventato “fondamentale”. Durante la primavera araba, strumenti come i video amatoriali di Youtube sono stati uno dei primi riferimenti dei miei servizi. Sia per le immagini che per la sola testimonianza dei fatti. Spesso per una sola notizia si trovano svariati contributi e questo è importante per contenere il rischio di “falsi”. Quando l’esigenza è l’immediatezza si deve correre il rischio di usare fonti non verificabili, ma incrociando i flussi web/tv/radio/stampa in edicola si può fare quanto meno una sorta di verifica preliminare dell’attendibilità della fonte, qualora non si tratti di messaggi provenienti da personaggi noti, opinion leaders. Per misurare con esattezza il “sentiment” popolare però preferisco ancora i sondaggi perché più scientifici

 
Ma all’infuori dei casi di scenari bellici difficili da coprire e rischiosi per i reporter?

 
(Laura Riccetti): Più che come fonte li uso come termometro delle tendenze. Nell’ultima campagna elettorale per il comune di Milano ho percepito immediatamente che Giuliano Pisapia avrebbe vinto, non appena rilevata l’incredibile quantità di tweet e post favorevoli, rafforzati dalla quasi assoluta assenza di messaggi negativi o ostili nei suoi confronti. Studio Aperto ad esempio è una testata particolarmente sensibile alle dinamiche web. A volte, scrivendo il pezzo usiamo espressioni tipo “S’è scatenato il web”. Devo confessare che espressioni del genere corrispondono più a deduzioni che a reali riscontri analitico statistici e questo perché non è facile reperire ed interpretare dati “intelligenti” sui flussi digitali di news.


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